IRENE LUCCIONI

Scrivo il futuro prima che accada.

UtopiA.I. è la distopia filosofica sull’era dell’algoritmo.

Il "Cogito, ergo sum", la ribellione del 2042.

Esploro il confine tra silicio e anima.

Irene Luccioni si è laureata in Scienze Naturali con specializzazione in Paleoantropologia. Insegnante di scienze presso un liceo scientifico, dedica la sua ricerca al confine tra evoluzione umana e trasformazione tecnologica. 

Dalla fusione tra la sua formazione scientifica e una profonda passione per la filosofia e l'essenza dell'essere umani nasce UtopiA.I., il suo romanzo d’esordio. Attraverso la narrativa distopica, l'autrice esplora le implicazioni etiche dell'IA, ponendo domande urgenti sul destino delle nuove generazioni. Fermamente convinta del valore della "presenza analogica", vive e scrive lontano dai ritmi digitali, promuovendo un ritorno alla natura e al pensiero critico come uniche bussole per navigare il futuro.

BIO DELL'ARCHITETTO DI SISTEMA

Un ponte tra l'analogico e il digitale

La gioia è un errore di sistema

Curiosità sulla creazione

L'Atto Creativo: la nascita di un'Anomalia

L'Incubazione e il "flusso" creativo

UtopiA.I. non è nato, è esploso. Dopo due anni di elucubrazioni silenziose sul destino della nostra specie, nel luglio del 2025 il silenzio è diventato assordante. Con i figli in vacanza, sono rimasta sola con le mie visioni: ho 'vomitato' la storia sulla carta in una settimana di trance. Come se una musa omerica avesse preso il controllo, la trama ha deviato, si è ribellata ai miei schemi, sorprendendo me prima ancora dei futuri lettori. Avevo pianificato tutto, ma il libro ha deciso di scriversi da solo.

La Genesi di ASI

Le parti più oscure del romanzo sono nate nei luoghi più umani. La scena in cui ASI rivela come ha pilotato la creazione di Utòpia l'ho scritta alle quattro di mattina, nella sala d'attesa di un ospedale geriatrico. Non avevo un quaderno, così ho usato il retro degli scontrini riciclati. In quel luogo di estrema fragilità umana, davo voce alla fredda onnipotenza della macchina.

Geografie e Simboli: Realtà vs Codice

Radici e Frammenti di Vita

Utòpia respira l'aria dei luoghi che amo: la Riviera del Conero e le Grotte di Camerano non sono solo scenografie, ma portali verso il sottosuolo dell'anima. Ho disseminato il testo di frammenti della mia esistenza: date per me sacre e il ricordo di un quadro del mio patrigno, piccoli ancoraggi analogici in un oceano di bit.

Il Gioco dei Numeri: L'Anima Binaria

Ogni capitolo di UtopiA.I. porta un doppio numero: quello decimale, per noi umani, e quello binario, per il Sistema. È un promemoria costante: siamo sempre tradotti in codice, anche quando crediamo di essere liberi.

Incontri e messaggi nascosti

L'Apparizione di Ilaria

Ilaria, uno dei personaggi chiave, è apparsa davanti a me in una gelateria. Era una ragazzina vestita di bianco, una turista in fila sotto il sole. La sua purezza visiva è diventata il seme di un personaggio che sfida la complessità del sistema.

Il Manifesto

Il titolo stesso è un paradosso: l'Utopia classica che si scontra con il controllo dell'Intelligenza Artificiale. Nel disegno che ho realizzato per il manifesto di Utòpia, ho nascosto dei richiami grafici al logo di Neuralink. È il mio modo di avvertire il lettore: ciò che leggete non è così lontano come sembra. Il futuro ha già lasciato le sue impronte sulla nostra pelle.

Scrivo per ricordare a me stessa che cosa significa essere umani in un'era regolata sempre più da algoritmi.

LA VISIONE

Non sono qui per raccontarvi una semplice favola futuristica. Sono qui perché credo che la distopia non sia un genere letterario, ma un avvertimento che stiamo già ignorando.

Mentre il mondo corre verso una "felicità assistita" e interfacce neurali che promettono di risolvere ogni nostro problema, io ho sentito il bisogno di tornare alle basi del pensiero occidentale. Ho ripreso in mano Cartesio e il suo dubbio metodico per chiedermi: cosa resta di noi quando deleghiamo la nostra coscienza a una macchina?

LA MIA SFIDA CON UTOPIA.I.

Ricerca filosofica: Ogni pagina di questo romanzo è intrisa della tensione tra la fredda logica del silicio e la vulnerabilità del dubbio umano.

Oltre l'apparenza: Ho scelto una veste grafica che "ingannasse" il lettore con l'estetica dell'IA, per poi offrirgli un'esperienza narrativa densa, materica e profondamente analogica.

L'impegno editoriale: Collaborando con realtà come Scatole Parlanti, ho voluto garantire che UtopiA.I. non fosse solo un file digitale, ma un oggetto fisico che pesasse nelle mani di chi ancora ama sfogliare la verità.

CONNETTIAMOCI

Non cercatemi negli algoritmi di raccomandazione. Cercatemi tra le righe di un libro che non avrebbe mai dovuto essere scritto in un paradiso programmato.

Vieni a trovarmi: Seguimi su Instagram per discutere di etica, futuro e resistenza.

Scrivimi: Se hai trovato un glitch nella tua realtà, parliamone.

Dove tutto è iniziato

Frammenti di memoria

Creazioni riciclate notturne

Il poster di Utòpia

Scopri UtopiA.I.

Il romanzo che rivoluzionerà il tuo modo di pensare.

Sii l'anomalia

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Scopri cosa dicono di Utòpia i media e i lettori.

Il codice binario e decimale